FileMaker 2026: La versione più completa degli ultimi 10 anni

Iniziamo dai numeri: la versione che Claris ha rilasciato in questi giorni è la 26, parola di Get(VersioneApplicazione)!


Quest’anno c’è stata infatti l’attesa convergenza fra il numero della versione e l’anno: se FileMaker 2025 era la versione 22, FileMaker 2026 diventa direttamente la versione 26, saltando i numeri mancanti, ed eliminando qualunque confusione in merito.

FileMaker 2026 può connettersi a qualunque versione di successiva alla 21. Il che significa che qualunque versione precedente in uso – sia client che server – deve essere aggiornata: i requisiti specifici sono indicati come sempre sull’apposita pagina del sito Claris.

Impressioni generali

Numerologia a parte, FileMaker 2026 è una di quelle versioni che lasciano il segno, perché interviene contemporaneamente su tutti i livelli con cui un utente interagisce davvero con la piattaforma.

Non tutti usano tutto. C’è chi sviluppa solo in FileMaker, chi usa Javascript nel visualizzatore web, chi gestisce server, chi usa FileMaker Pro in monoutenza, chi lavora in WebDirect, chi integra AI, chi usa i tool a riga di comando, chi non ne vuole sentir parlare, e così via .

Ogni utente è un mondo a se con esigenze specifiche.
Proprio per questo questa versione è eccezionale: non spinge su un solo fronte, ma porta qualcosa di concreto — e in alcuni casi indispensabile — a ogni categoria. C’è un lavoro evidente sull’infrastruttura server, un’accelerazione forte sull’AI, un miglioramento sul livello inferiore ( xml e tool a riga di comando ) e una serie di miglioramenti lato sviluppo che impattano direttamente chi costruisce soluzioni ogni giorno: tutte le modifiche insieme la rendono una delle versioni più appetibili degli ultimi quindici anni. Claris ha sfruttato una serie di tecnologie che sono state sviluppate nel corso degli anni, per funzioni differenti, armonizzandole insieme.

FileMaker Server

Claris negli ultimi anni ha lavorato molto sulla continuità e stabilità della piattaforma. La versione 26 affronta in maniera decisa i principali punti deboli dell’architettura FileMaker, quelli che fanno dire ai detrattori “ma FileMaker Server è non è molto flessibile né scalabile”.
Ecco i punti principali che la versione 26 aggiunge:

Disaster recovery: La gestione dei backup remoti

La gestione dei backup è sempre stata molto robusta… sulla stessa macchina. Già per spostare il backup su un volume di rete locale serve un agente di terze parti, mentre gestire un backup su cloud è ancora meno immediato – e molto dipendente dalle dimensioni del file. Con la versione 26 FileMaker Server gestisce nativamente i backup in cloud – su una piattaforma Claris basata su infrastruttura AWS – in maniera nativa e semplice da gestire. Come ogni servizio AWS, si può scegliere la location geografica del server; il servizio è a pagamento, separato dal costo delle licenze FileMaker.I backup vengono copiati di default ogni venti minuti, e in caso di perdita dati (come guasto, ransomware o errore umano) il ripristino parte dall’Admin Console senza bisogno di interventi manuali sull’infrastruttura.

Solidità: Il riavvio dei servizi

FileMaker Server non è un sistema monoblocco. Si compone di molti servizi differenti: lo script engine lato server, la pubblicazione web, le Data API, il motore dei backup, l’Admin Console, e altri ancora. Capita a volte che uno di questi si blocchi, creando disservizi e costringendo a un intervento manuale, spesso via riga di comando, a volte forzando il riavvio del server. Claris lavora in maniera continua sulla stabilità: la versione 26 prova a riavviare automaticamente i servizi fmscwpcfmwipd e fmodata – afferenti a pubblicazione web, Data API e OData – se si dovessero bloccare, prima che debba intervenire un umano.

Continuità: Il server Stand-by

Uno dei punti delicati di FileMaker Server è sempre stato il cosa fare quando il server smette di funzionare. Altre tecnologie permettono servizi di clustering che minimizzano problemi similari: Claris fino ad oggi permetteva solo l’utilizzo di server ausiliari, per la pubblicazione web o i servizi Ai con Load Balancer in caso di server nginx.
La versione 26 rovescia il paradigma: è ora possibile configurare un server in standby, sincronizzato in tempo quasi reale con il server primario tramite log shipping, che può essere attivato con un clic in caso di emergenza.

Il meccanismo usa SSH come canale sicuro tra le due macchine, si configura interamente dall’Admin Console, e funziona su hardware fisico, macchine virtuali e container Docker. Un passo avanti gigantesco a livello di continuità del servizio: così gigantesco che gli abbiamo dedicato un articolo.

Scalabilità: processi multipli SASE

Storicamente FileMaker Server supportava un solo processo SASE (il Server-side Script Engine) per macchina. Man mano che le soluzioni crescono in complessità e le integrazioni API si moltiplicano, questo singolo processo diventava un collo di bottiglia. Con la versione 26 è possibile configurare più processi SASE in parallelo sulla stessa macchina, distribuendo il carico e aumentando il throughput degli script server-side. Una novità pensata per ambienti enterprise e hosting provider, ma che riduce il rischio di rallentamenti anche nelle soluzioni di medie dimensioni ad alto traffico.

Sicurezza: gli aggiornamenti

Una serie di librerie (libcurl, OmniOrb, Node.JS, PDF-Writer, Vaadin, Tomcat, Wix) sono state aggiornate e WebPublishing adesso utilizza JDK 21 invece del 17.
Questi possono sembrare dati inutili alla maggior parte degli utenti, ma rivestono una importanza fondamentale in un ambito corporate, dove alcune versioni non sono ritenute accettabili perché a rischio vulnerabilità. L’aggiornamento rende molto più semplice la conformità di FileMaker Server alle policy di sicurezza aziendali, un requisito che blocca più di un deployment di quanto si pensi. FileMaker Server è ora certificato anche per Windows Server 2025 e macOS 26.

WebDirect

La gestione dell’interfaccia migliora eliminando il dialogo “Azione in esecuzione” durante il resize della finestra, che era una delle cose più fastidiose nell’uso reale. Viene introdotta una navigazione accessibile da tastiera con supporto ARIA e indicatori visivi per l’elemento attivo, utile soprattutto in contesti dove l’accessibilità non è opzionale, come applicazioni enterprise, pubblica amministrazione e sanità. Alcune finestre di dialogo, come quella dell’export dei record, diventano più coerenti mostrando i nomi campo personalizzati, riducendo le discrepanze rispetto al client desktop.

Sul fronte infrastrutturale: supporto IPv6, correzione del problema con i cookie privi dell’attributo sameSite, che esponeva a rischi di sicurezza, e risoluzione del ritardo di 1-1,5 secondi nel tab tra campi in presenza di pulsanti popover, che era un bug fastidioso e difficile da spiegare agli utenti.

Riga di comando mon amour

Anche i tool a riga di comando, ormai strumenti fondamentali per la gestione di file e progetti, vengono potenziati in maniera significativa. Tre le novità principali.

Salva copia come XML smette di essere il vecchio DDR in versione alternativa e diventa uno strumento serio: si può scegliere quali cataloghi esportare tra i venti disponibili, suddividere l’output in file separati per catalogo, e controllare il posizionamento dei dati binari. Il tutto è automatizzabile da riga di comando con il parametro --saveAsXML di FMDeveloperTool. Chi usa Git per il version control di una soluzione FileMaker troverà finalmente un workflow decente.

FMUpgradeTool acquisisce la capacità di generare file .fmp12 a partire da XML — rendendo bidirezionale un ciclo che era sempre stato monodirezionale. Si esporta, si modifica il testo, si rigenera il file. Le possibilità per automazione e refactoring massivo sono notevoli, anche se il tool ha ancora dei limiti documentati da tenere presenti.

FMDeveloperTool può ora cambiare le password degli account database da riga di comando, e --sortBySize restituisce finalmente Table ID allineati con quelli del file TopCallStats.log. Piccolo ma prezioso per chi fa profiling delle performance.

Ne abbiamo scritto in un articolo dedicato, che include anche il collegamento con i metadati di schema per l’AI.

AI per tutti

I miglioramenti sull’utilizzo dell’AI sono a tutto tondo, e coinvolgono sia il server che FileMaker Pro, con una coerenza di disegno che fa capire che Claris non sta aggiungendo funzioni AI a caso, ma sta costruendo un’architettura.

Lato server, il Claris AI Model Server cresce in maniera sostanziale. Python viene aggiornato dalla 3.9 alla 3.12, le dipendenze si aggiornano con un clic dall’Admin Console, e su Ubuntu con GPU Nvidia è ora supportato vLLM, un inference engine ad alte prestazioni che cambia concretamente la velocità con modelli di grandi dimensioni. Su macOS Apple Silicon i modelli girano nativamente, con supporto anche al modello open source gpt-oss di OpenAI ottimizzato per il chip unificato. L’interfaccia di gestione è stata riorganizzata: le impostazioni di ogni modello hanno ora un dialogo dedicato, l’hardware AI rilevato (con annessa VRAM disponibile) è visibile direttamente in Admin Console, e c’è una nuova funzione di Chat che permette di interrogare un modello caricato senza uscire dall’interfaccia di amministrazione. Novità importante sul fronte sicurezza: nelle nuove installazioni la richiesta di API Key è abilitata per default: nelle versioni precedenti era opzionale e spesso dimenticata.

Il sistema RAG riceve miglioramenti su entrambi i fronti. Lato server: sincronizzazione della cache RAG tra istanze diverse, supporto per l’aggiunta di dati in formato JSONL, e dimensione dei chunk personalizzabile globalmente. Lato Pro: il passo Esegui Azione RAG [Invia Prompt] accetta ora parametri dinamici per soglia di similarità e numero di risultati, mentre Perform RAG Action [Aggiungi dati] restituisce l’ID del documento aggiunto — rendendo tracciabile ogni inserimento.

Lato FileMaker Pro, i provider AI supportati si estendono a Google Gemini, con supporto sia per Text Generation che per Text Embedding. Non è solo un’aggiunta di opzioni: con Gemini è ora possibile inviare immagini nei prompt, aprendo scenari di analisi visiva su immagini conservate in container FileMaker. I passi script esistenti funzionano con Gemini senza modifiche strutturali.

C’è poi tutto il capitolo dei metadati di schema come contesto AI, nello specifico le nuove funzioni BaseTableComment() e FieldAnnotation(), l’annotazione JSON separata dal commento testuale, la checkbox per includere o escludere campi dal DDL inviato ai modelli, di cui parliamo nell’articolo dedicato ai tool a riga di comando.

Un dettaglio pratico ma che chi usa modelli open source apprezzerà: il nuovo parametro CURLOPT_TIMEOUT nei passi di Text Generation permette di impostare un timeout esplicito in secondi, evitando che uno script resti bloccato ad aspettare una risposta che non arriva. Chi ha già usato modelli di qualità inferiore sa esattamente di cosa stiamo parlando.

Tanti piccoli sviluppatori felici

Veniamo finalmente alle novità di FileMaker Pro. Anche qui ci sono cose attese da anni, unite a funzioni meno eclatanti o di utilizzo molto specifico. Ma andiamo pre ordine:

Le novità da prima pagina

La mia top 5 delle innovazioni in ordine di utilità rispetto allo sviluppo tradizionale, quello che è sotto gli occhi di tutti gli utenti:

Gestione PDF avanzata. Il workflow PDF diventa interamente scriptabile: creare, aprire, aggiungere, stampare e salvare PDF senza plug-in e senza aprire FileMaker Pro. Una delle lacune più longeve della piattaforma, finalmente colmata. una novità talmente eclatante che abbiamo dedicato un articolo per i dettagli.

Interazione dei campi controllata da calcolo. È ora possibile definire il comportamento di ingresso di un campo con un calcolo booleano direttamente nell’Inspector. Non più solo “modificabile sì/no”: si può consentire la selezione e lo scroll senza permettere la modifica, e il comportamento può dipendere dal ruolo dell’utente, dallo stato del record, dalla fase del workflow. Elimina una quantità notevole di workaround: negli ultimi 10 progetti mi sarebbe servito 9 volte e mezzo.

Esporta contenuto Campo lato server. Finalmente. Il passo script era già disponibile lato client, ma eseguirlo in un server-side script richiedeva un plug-in. Ora è nativo, usabile in PSOS, script pianificati e workflow di automazione server-side.

Mostra finestra personalizzata con dimensioni e posizione calcolate. la finestra di dialogo può ora essere posizionata e dimensionata tramite calcolo in punti. Una richiesta storica che permette finalmente dialoghi adattivi senza ricorrere a soluzioni creative.

Zoom del formato libero e scriptabile. Non più solo valori preset: lo zoom può essere impostato a qualsiasi percentuale decimale, anche via script. Utile per kiosk, iPad, display ad alta densità, e qualsiasi scenario in cui il layout deve adattarsi al contesto.

Piccole grandi modifiche:

Oltre a queste funzioni, che in se sono dei game-changer, abbiamo anche:

Funzioni personalizzate con cartelle e ordinamento. L’ordinamento per nome, data di creazione o ordine manuale è stato ripristinato, e funziona a ogni livello della gerarchia di cartelle. Chi gestisce file con decine o centinaia di funzioni personalizzate (si, esistono) sarà molto felice.

Nuovo Inspector per macOS (con possibilità di usare anche il precedente). L’Inspector passa da quattro a due tab — Aspetto e Dati — e mostra solo le opzioni pertinenti all’oggetto selezionato. Per chi costruisce layout ogni giorno, è una riduzione concreta del rumore visivo. Il vecchio Inspector resta disponibile per chi preferisce averlo sempre sotto mano.

La funzione Get(GiorniResiduiPasswordAccount). Restituisce i giorni mancanti alla scadenza della password dell’account corrente. Finalmente si possono implementare avvisi preventivi senza workaround.

La funzione GetIDRecordDaGruppoTrovato() con parametro opzionale. Si può ora specificare una Occorrenza di tabella o un portale, ottenendo gli ID dei record correlati. Utile in molti scenari di navigazione e scripting avanzato.

Oltre a questo:  Inserisci Da URL restituisce automaticamente il JSON già on parsing attivato,  Seleziona Finestra può selezionare per UUID, le credenziali ODBC accettano valori calcolati, e l’istruzione di script Elimina Cookie Visualizzatore Web script step permette di svuotare i cookie on demand. Sono piccole cose, ma per chi le usa possono velocizzare parecchio.

Per smanettoni

Questa sezione è per chi sa già cosa sono i componenti aggiuntivi, JavaScript, il DDL e la Data Migration Tool. Gli altri possono saltarla senza perdere nulla di importante, o leggerla per curiosità e poi dimenticarla serenamente.

Draco Catalog — metadati persistenti per componenti aggiuntivi. È la novità più silenziosa e forse più importante per chi sviluppa componenti aggiuntivi JavaScript o soluzioni complesse che dovranno poi utilizzare Data Migration Tool per gli aggiornamenti. Fino ad oggi conservare configurazione e stato persistente in un file FileMaker richiedeva workaround: campi globali, tabelle di configurazione nascoste, tabelle dummy. Il Draco Catalog è un archivio chiave-valore nativo, accessibile tramite una nuova istruzione di script (Configura Dati Persistenti) e funzioni di calcolo dedicate, che sopravvive ai riavvii e anche a Data Migration Tool. Per chi costruisce framework distribuiti o add-on configurabili, è un cambiamento architetturale fondamentale.

CommentoTabellaBase() e AnnotazioneCampo(). Due nuove funzioni di calcolo che portano i commenti delle tabelle e le annotazioni AI dei campi fuori dall’interfaccia e li rendono accessibili a runtime. Sono il mattone su cui costruire documentazione automatica, console di amministrazione dinamiche, e – come abbiamo raccontato nell’articolo xml e tool a riga di comando – prompt AI che capiscono lo schema invece di doverlo indovinare dal nome dei campi.

Supporto FOREIGN KEY nel DDL via Execute SQL. Il parser FQL accetta ora la sintassi FOREIGN KEY nelle istruzioni CREATE TABLE, permettendo di definire relazioni tra tabelle direttamente via SQL. È utile in scenari di generazione automatica di schema, inclusi quelli in cui è un agente AI a scrivere il DDL, e avvicina FileMaker alla semantica relazionale standard che gli LLM conoscono nativamente. Bello davvero.

Limite alle Funzioni personalizzate per account privilegiati. È ora possibile restringere la gestione delle Custom Function ai soli account Full Access, sia globalmente che per privilege set. Utile in soluzioni distribuite dove si vuole proteggere la logica del framework dagli interventi accidentali degli sviluppatori client. E anche se voglio usare le funzioni personalizzate come storage di dati protetti.

Accesso al Visualizzatore dati ora è protetto da privilegio. Il Data Viewer richiede ora il privilegio Gestisci database, sorgenti dati, contenitori e funzioni personalizzate nella finestra di sicurezza avanzata. Piccola cosa, grande utilità in ambienti multi-sviluppatore dove non tutti devono poter ispezionare i dati a runtime.

In sintesi

FileMaker 2026 non è una versione di manutenzione e non è una versione a tema singolo. È una versione che ha lavorato in profondità su più livelli contemporaneamente ( infrastruttura, strumenti, sviluppo, AI ) con una coerenza di disegno che si vede raramente. Dopo anni di versioni che implementavano alcuni aspetti ma lasciavano sempre qualche fronte scoperto, questa è la prima che fa sentire lo sviluppo della piattaforma davvero organico. O almeno, molto vicino a esserlo.

Vuoi aggiornare le tue licenze e ti serve un FMGuru? Non esitare a scriverci o chiamarci!




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domanda inviata 1 anno fa da
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Livello di difficoltà: Difficile
27 Marzo 2025 14:52
devi per prima cosa effettuare l'embedding dei vettori  nel campo su cui cerchi (ovvero quello che viene confrontato con il campo g_vettore. l'embedding dei dati e la ricerca degli stessi devono usare lo stesso modello. facci sapere! .g.
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6 Giugno 2024 09:47
Grazie per la segnalazione. Era un errore nella descrizione, il meetup è corretto. :) .g.
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