La tua azienda dipende da FileMaker. E adesso?
Il futuro delle applicazioni aziendali non è una questione soltanto tecnica. E forse è arrivato il momento di parlarne anche con chi le usa.
Magari l’hai sviluppato tu. Magari l’ha sviluppato qualcuno vent’anni fa e da allora la tua azienda continua ad aggiungere funzionalità, modificare procedure e inventarsi nuove esigenze che, naturalmente, sono tutte urgentissime.
Forse gestisce un reparto. Forse, se domani FileMaker smettesse di funzionare, metà dell’azienda potrebbe tranquillamente andare a casa. L’altra metà probabilmente non se ne accorgerebbe nemmeno. Magari sei lo sviluppatore che conosce a memoria ogni relazione del database. Oppure sei quello che, dall’altra parte della scrivania, continua a chiedersi perché aggiungere un pulsante richieda tre settimane.
Forse ami FileMaker. Forse lo detesti. Forse lo detesti proprio perché non puoi farne a meno. In ogni caso, FileMaker è lì, tutti i giorni a fare cose. Magari lo sviluppatore da cui tutto è iniziato è fuggito alle Bahamas pur di non rimetterci mano. Oppure è ancora lì, conosce la tua azienda meglio di chi la dirige, ascolta le tue frustrazioni da vent’anni e ormai è diventato una specie di psicologo aziendale. Vorresti cambiare software, ma separarti da lui sarebbe un trauma.
E c’è una domanda che continuo a sentire ovunque vada, indipendentemente da chi ho davanti.
«Ma secondo te, non sarebbe meglio buttare via tutto e ricominciare con qualcos’altro?»
Me lo chiedono gli imprenditori, i responsabili IT e persino gli sviluppatori. Anzi, forse soprattutto loro, che conoscono ogni scorciatoia presa, ogni compromesso accettato e ogni decisione che oggi non riprenderebbero nemmeno sotto minaccia.
Il risultato? L’azienda pensa che il software sia vecchio. Lo sviluppatore è convinto che, rifacendolo da zero, stavolta sarebbe perfetto. Sono tutti d’accordo sul fatto che qualcosa non vada. Peccato che non siano necessariamente d’accordo su cosa.
E se il problema fosse proprio la domanda?
Perché mentre continuiamo a chiederci se tenere FileMaker o sostituirlo, il mondo intorno sta cambiando. L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui sviluppiamo software. Gli agenti AI possono affrontare attività che fino a poco tempo fa richiedevano settimane. Le applicazioni possono dialogare con servizi esterni, analizzare informazioni in modi nuovi e automatizzare processi che fino a ieri consideravamo inevitabilmente manuali.
Ma tutte queste possibilità non ci dicono cosa dovremmo farne.
Un’applicazione può essere vecchia e fare esattamente quello che serve. Può essere modernissima e non risolvere un accidente. E può funzionare perfettamente, mentre l’azienda perde tempo e denaro perché nessuno si è fermato a chiedersi se quel modo di lavorare abbia ancora senso.
Forse, prima di decidere cosa buttare via, dovremmo capire cosa vogliamo ottenere.
È da qui che nasce la Milan FileMaker Week 2026.
Il 5 e 6 novembre, con FMExchange, metteremo insieme sviluppatori, imprenditori, responsabili IT e chiunque abbia una relazione più o meno complicata con FileMaker. Parleremo di AI, nuove tecnologie, applicazioni da reinventare e, perché no, anche di quelle da mandare in pensione.
Il 7 novembre, con FMItalia.dev, sarà invece il turno degli sviluppatori DOC: una giornata tutta italiana per chi ama ancora mettere le mani negli script e discutere di cose incomprensibili al resto dell’umanità.
Un unico biglietto, due conferenze, tre giorni e parecchie domande scomode.
Che tu FileMaker lo sviluppi, lo usi o lo sopporti da vent’anni, forse quest’anno a Milano abbiamo qualcosa di cui parlare.
E se non riesci a venire a Milano, c’è anche lo streaming. Non avrai la stessa esperienza, ma almeno non potrai dire che non ti avevamo invitato.
Ah, quasi dimenticavo: abbiamo anche un codice sconto per partecipare. Lo trovi qui sotto, ma non affezionartici troppo: scade tra poco.
Quindi, per una volta, non rimandare tutto alla prossima versione.
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