Nelle ultime settimane, tra i corridoi virtuali di FileMaker Guru, ci sono due argomenti che tornano continuamente.
Da una parte c’è la FileMaker Week di novembre, a tema Surviving the Future, che porterà a Milano sviluppatori FileMaker da diversi Paesi per chiudere in bellezza la stagione degli eventi internazionali e che comprenderà anche una giornata interamente in italiano, dedicata a chi FileMaker lo sviluppa e lo usa davvero.
Dall’altra c’è l’Agentic Coding. Ne stiamo parlando, studiando e sperimentando così tanto che abbiamo deciso di trasformare tutto questo lavoro in appuntamenti dedicati su FMGuru: un corso online e un LAB in presenza a Milano.
E forse le due cose sono più collegate di quanto pensi.
Perché mentre prepariamo una conferenza su come sopravvivere al futuro, abbiamo il sospetto che un pezzetto di quel futuro sia già arrivato e che qualcuno non se ne sia ancora accorto. O, possibilità altrettanto concreta, se ne sia accorto, ma faccia finta di aver capito tutto per non sfigurare.
Agentic Coding. Coding Agent. MCP. Vibe Coding. Context. Tools.
Tutto chiaro, no?
Negli ultimi anni abbiamo parlato moltissimo di AI dentro FileMaker. Abbiamo imparato a chiamare modelli, generare contenuti, lavorare con gli embedding, fare ricerca semantica e aggiungere funzionalità intelligenti alle nostre applicazioni.
Nel frattempo, però, l’AI è uscita dall’applicazione e si è seduta dall’altra parte della scrivania. Adesso comincia a sviluppare FileMaker.
E no, non significa semplicemente che ChatGPT è diventato più bravo a scrivere script da incollare nel nostro applicativo.
Con l’Agentic Coding possiamo dare a un agente un progetto, degli strumenti e un obiettivo, e chiedergli di capire quello che esiste, progettare un intervento, implementarlo e verificare il risultato.
È qui che la faccenda diventa interessante. Soprattutto quando smettiamo di mostrargli il progettino perfetto della demo e gli diamo il FileMaker vero.
Quello che esiste da dieci anni, è passato attraverso tre sviluppatori, ha cambiato convenzioni di naming due volte e contiene almeno una relazione che nessuno ricorda perché esista, ma che nessuno ha abbastanza coraggio da cancellare.
Insomma, il tuo FileMaker, il mio FileMaker.
Ed è lavorando su questo che abbiamo cominciato a preoccuparci sempre meno di “che prompt devo scrivere?” e molto di più di come faccio a rendere questa soluzione comprensibile a qualcuno che non l’ha mai vista?
Che poi sarebbe una domanda sorprendentemente salutare anche senza AI.
Perché quando devi spiegare a una macchina come funziona il tuo progetto scopri velocemente quante cose non sono documentate da nessuna parte. Sono nella testa dello sviluppatore. Oppure erano nella testa dello sviluppatore precedente. Che è peggio.
E poi c’è il piccolo problema della velocità.
Se un agente può implementare in pochi minuti qualcosa che prima richiedeva ore, diventa parecchio importante essere sicuri di avergli fatto implementare la cosa giusta.
L’AI non rende meno importanti analisi, architettura, contesto e verifica. Semmai ci permette di sbagliare senza di loro con un’efficienza mai vista prima.
Prima potevamo scrivere male dieci righe alla volta, adesso possiamo convincere un agente a modificare male trenta oggetti in sette secondi.
Benvenuta innovazione, giusto?
Per questo continuiamo a tornare allo stesso processo: comprendere → progettare → implementare → verificare. Niente di rivoluzionario. È più o meno quello che avremmo dovuto fare anche prima. Solo che adesso una parte del lavoro può diventare improvvisamente molto, molto più veloce.
Ed è da tutti questi esperimenti che sono nati anche i percorsi FMGuru sull’Agentic Coding (e il programma dedicato a chi partecipa al FileMaker HUB). Non per distribuire una lista di prompt magici o decidere quale coding agent mettere sull’altare questa settimana, ma per capire concretamente cosa cambia quando un agente può davvero lavorare con noi su una soluzione FileMaker.
Tra un anno probabilmente useremo strumenti diversi. Poco male, se avremo capito come tenere il controllo di quello che stiamo creando.
La domanda che voglio farti però è un’altra: ti sei accorto che qualcosa è cambiato?
O meglio: hai capito cosa sta succedendo, o per ora annuisci quando qualcuno dice “Agentic Coding” sperando che cambi argomento?
Tranquillo, non lo dico a nessuno…
…del resto, la FileMaker Week stessa è a tema Surviving the Future.
Nessuno ha detto che per sopravvivere sia obbligatorio capire subito cosa diavolo sta succedendo!
.g.
Aggiornamento: il LAB di Agentic Coding in presenza a Milano si tiene il 25 novembre 2026. Programma e iscrizioni nella pagina Agentic coding in FileMaker.