XML per anni è stato IL linguaggio per l'interscambio di testo. Nato da una base molto robusta (lo Standard Generalized Markup Language), ragionevolmente flessibile, ben strutturato, documentato, è sembrato la soluzione di tutti i problemi di interscambio dati.

L'evoluzione della tecnologia e l'esplosione di linguaggi come Javascript hanno poi portato altri linguaggi più agili come JSON, che ha soppiantato XML in molti ambiti. Anche Claris, che non ha mai "regalato" agli sviluppatori FileMaker funzioni specifiche per gestire costrutti XML a livello di testo, ha seguito il flusso, creando a partire dalla versione 16 le funzioni per interpretare JSON.

Potrebbe quindi sembrare che XML sia un relitto del passato, ma questo è un punto di vista assolutamente limitato: XML continua ad avere molte applicazioni e molte frecce al proprio arco, data la sua estrema robustezza, flessibilità e le molte tecnologie correlate.

Il primo esempio che viene in mente a chiunque in Italia è la fatturazione elettronica, che si basa interamente sul formato XML. Ma perché è stato scelto questo formato, invece che il "più agile" JSON? La scelta è caduta su XML proprio per la facilità di lettura, la flessibilità e la capacità di essere performante anche in caso di in grandi quantità di dati.

Per le stesse ragioni, anche la maggior parte dei macchinari interessati dal programma all'industria 4.0 comunica con l'esterno utilizzando XML piuttosto che JSON.

Ma cosa rende XML così potente? Pensando a XML viene semplicemente in mente un testo composto di strane etichette racchiuse fra <>. Ma questo è solo la punta dell'iceberg: oltre alla struttura del linguaggio, negli anni sono state sviluppate molte tecnologie collaterali, che permettono di lavorare con XML in maniera robusta, efficiente e flessibile. Tecnologie come:

  • DTD e XML Schema
  • XPath, XPointer, XQuery
  • XLS[T]
  • DOM
  • SAX
  • XLink

permettono di operare con una precisione che JSON non ha. Utilizzando DTD e XML Schema è possibile validare formalmente un documento XML, con XPath, XPointer, XQuery è possibile identificate rapidamente una porzione specifica del documento, DOM e SAX sono interfacce di programmazione, mentre XSL[T] è una tipologia di fogli stile che permette di fare con i dati quelle che ai non esperti sembrano magie.

E in effetti FileMaker sfrutta alcune di queste tecnologie da sempre, anche se non sono esplicitate nelle funzioni del motore di calcolo: XLST viene utilizzato per importare o esportare velocemente dati in o da documenti XML specifici, mentre alcuni plugin consentono di usare anche tecnologie come XPath e XQuery.

SVG (interamente basato su XML) permette di disegnare elementi grafici in un visualizzatore web partendo da testo puro, e con Xlink è possibile eseguire script cliccando su un punto specifico.

E una pubblicazione di dati XML - de sempre molto affidabile e versatile - è presente dalla versione 7 nel motore web di FileMaker. Anche se per anni è rimasta immutata, la versione 19.6 l'ha introdotta nella versione Linux di FileMaker Server, dimostrando che l'interesse di Claris per questa tecnologia è tutto tranne che scemato.

Infine - ciliegina sulla torta - XML è usato anche all'interno del formato di file di FileMaker. Infatti ogni campo, oggetto di formato, o istruzione di script è descritto all'interno di un file FileMaker proprio in XML, in un oggetto chiamato snippet. E Claris ha potenziato molto le istruzioni relative alla possibilità di salvare una descrizione XML di un file, cosa utilissima agli sviluppatori per tenere sotto controllo le varie fasi dello sviluppo e monitorare gli errori in maniera più efficiente.

Ci sono quindi tutti gli elementi per far si che esplorare l'universo XML sia non solo estremamente interessante, ma addirittura necessario per gli sviluppatori FileMaker.

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Giulio Villani

Utilizza FileMaker dalla versione 2 (A.D. 1993), per sviluppare idee e soluzioni, e risolvere problemi. Membro della Filemaker Business Alliance, sviluppatore Certificato FileMaker su tuttele versioni a partire dalla 11, FileMaker Certified Trainer, si occupa di formazione, consulenza, sviluppo di soluzioni, con qualche incursione nell’editoria. Oltre a “Sviluppo FileMaker consapevole”, è autore di “FileMaker Pro 9 La Grande Guida” e di “FileMaker Pro 10 La Grande Guida”, entrambi editi da Mondadori Informatica, di articoli e di recensioni sulle principali riviste italiane del settore. Utilizza – con sentimenti ambivalenti – anche PHP, JavaScript, CSS/HTML, MySQL e NoSQL. Feroce capacità di analisi e problem solving.
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